COMUNICATO STAMPA
Mai più auto davanti alle scuole:
gli incidenti non sono fatalità
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| Immagine dal sito: www.ecodallecitta.it |
Gli incidenti d’auto
sono la prima causa di morte dei minori fino a 14 anni, nel 2010 sono stati
investiti 2.180 bambini (dati
Istat-Aci) con conseguenze a volte gravissime e invalidanti.
Per evitare questi
pericoli basterebbero accorgimenti di buon senso e a costo zero sostenuti dalle
amministrazioni locali: per esempio, i “PEDIBUS”, “carovane” umane di sicurezza
per accompagnare i piccoli a scuola e divieti di circolazione davanti alle
scuole, insieme ai dissuasori di velocità.
Manovre
azzardate, genitori trafelati che cercano parcheggi improbabili, zig zag
scomposto tra cartelle e pedoni: non può più essere questo il panorama
quotidiano davanti alle scuole.
La
cronaca racconta di due incidenti mortali in due giorni proprio davanti a
scuole e da parte di genitori che avevano accompagnato i figli. E, a pensarci
bene, vista la situazione cronica di caos davanti agli istituti, è strano che
tragedie del genere non accadano ogni giorno.
A
tutto questo, i pediatri ACP chiedono che si ponga un freno.
Che
si trovino soluzioni praticabili e OBBLIGATORIE in tutti i centri urbani (che
si tratti di metropoli o di paesini, non fa differenza), perché la sicurezza
dei pedoni sia messa al primo posto.
A
maggior ragione quando si tratta di pedoni “fragili” e a rischio come i
bambini.
ACP chiede che si
rendano sicure le aree attorno alle scuole, vietando i parcheggi e diffondendo
consapevolezza insieme a soluzioni alternative per i genitori e chiunque
accompagni gli studenti.
In alcune zone
d’Italia, sono nati da qualche tempo progetti di PEDIBUS, veri e propri “bus”
umani, formate da volontari (genitori, nonni ecc) che accompagnano gli studenti
delle scuole primarie lungo percorsi sicuri, segnalati e ben visibili per le
auto.
Una
soluzione a costo zero, semplice, che sta dando buoni risultati in piccole
città, ma anche in metropoli come Milano e Roma e che funziona perché coinvolge
la comunità nell’impegno della sicurezza dei propri figli.
Sarebbe
poi necessaria anche maggiore presenza di vigili urbani, perché non sempre è
rispettato il limite di velocità a 30 Km intorno alle scuole, e che manovre
rischiose e soste selvagge (per pochi minuti!) la fanno da padrone negli orari
di ingresso e uscita dalle scuole.
In
altri Paesi Ue molto è stato fatto per evitare queste situazioni di pericolo:
dissuasori di velocità, passaggi pedonali rialzati ecc.
Da
noi, tutto è demandato all’efficienza e alla volontà dei singoli amministratori
locali.
E
comunque, resta il fatto che alla base degli episodi citati c’è distrazione,
dovuta alla fretta, e il fatto stesso di non impedire la sosta e le manovre in
aree a rischio.
ACP
chiede l’attivazione di misure che siano severe e ragionevoli insieme: perché
per la sicurezza dei bambini non ci devono essere “se” e “ma”.
Partendo appunto dal
presupposto che gli incidenti non sono una fatalità.
La maggior parte di
essi sono evitabili, perché sono determinati da vari fattori: tecnologia,
ambiente, legislazione, educazione.
Le stime
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dicono che circa un terzo delle
malattie infantili dalla nascita ai 19 anni sia attribuibile all’ambiente
insalubre o insicuro. All’interno di questa frazione una parte importante di
malattie e di morte è causata dagli incidenti, che rappresentano la prima causa di morte per i minori e sono
responsabili, in media, di un sesto (>16%) del totale di mortalità e
malattia, con picchi fino ad un terzo (>30%) nella subregione europea
dell’OMS, che comprende anche l’Italia.
Gli
incidenti sono, assieme ai tumori, la prima causa di morte in Italia nella
fascia d’età 1-14 anni.
Il Rapporto Istat-Aci presentato nel novembre 2011
indica che nel 2010 proprio tra i giovanissimi passeggeri si è registrato un
enorme numero di vittime di incidenti mortali e notevole è anche il numero dei
pedoni investiti feriti o uccisi. Nel
Rapporto si legge che i bambini da zero a 14 anni investiti sono stati 2.180, e
ne sono morti 11; mentre 12.766 sono stati feriti in incidenti automobilistici
e 69 hanno perso la vita.
In un
quadro così sconfortante, non è possibile restare indifferenti, e i pediatri
ACP si fanno parte attiva di questo cambiamento culturale promuovendo una
cultura della sicurezza a 360 gradi per i bambini.
Dott. Paolo Siani - Presidente ACP
Dott. Giacomo Toffol - Responsabile del Gruppo Ambiente/Pediatri
per un mondo possibile ACP
Informazioni:
Lucilla Vazza - Ufficio stampa stampa ACP
cell. 393.9484809

2 commenti:
Condivido in pieno la richiesta e credo che più piste ciclabili e più spazi per parcheggiare le bici vicino alle scuole sarebbero già un bel passo avanti. Nella scuola di mio figlio c'è un cartello in cui si chiede di non parcheggiare bici nel cortile e per strda non c'è nessun posto dove lasciarle. Quindi? Tutti in macchina!!!
Anche io condivido ma in questo caso chiediamoci come sia possibile che un bimbo di 5 anni esca all'improvviso appena la mamma parcheggia! Non era legato? Non aveva la sicura sulla portiera? In questi casi gli incidenti sono stati provocati semplicemente dalla gravissima negligenza dei genitori e non certo di chi arriva e parcheggia a fianco! Anche riguardo allo zaino impigliato nel camper: Ma la madre non guarda il figlio che attraversa dopo averlo scaricato? O che almeno si allontani dall'auto? Anche io ho 2 figli ormai grandi ma quegli accorgimenti mi sono sempre sembrati minimi!!!!
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